
BLOODY SUNDAY

Sunday Bloody Sunday...
Per tutti è la "bloody sunday" letteralmente la "domenica di sangue", per il
popolo irlandese è una ferita ancora aperta, che brucia forte.
30 Gennaio 1972, Derry, Irlanda del Nord. il 1° Battaglione del Reggimento
paracadutisti Britannico apre il fuoco contro una folla di manifestanti per i
diritti civili, per i loro diritti, per la loro terra libera e indipendente. Il
fuoco britannico lascia sul suolo 26 corpi. Tredici persone, sei delle quali
giovanissime, sono colpite a morte, mentre una quattordicesima persona muore
dopo quattro mesi di agonia per le ferite riportate. I manifestanti erano
disarmati. Un omicido, anzi un massacro, voluto e indiscriminato.
Sotto gli occhi di una città e di un popolo intero, sotto gli occhi della stampa
per giunta. Un intero battaglione in divisa ha aperto il fuoco deliberatamente
contro dei civili disarmati. La notizia è sconcertante. Ma la macchina della
"democrazia" entra in funzione con i suoi lunghi e implacabili artigli. La
commissione d'inchiesta inglese non punì nessuno, ovviamente. Insabbiamento
totale, i militari avevano "risposto" al fuoco.
Il risultato fu che nelle città del nord Irlanda dopo la bloody sunday ci fu
addirittura la fila per arruolarsi nell'esercito indipendentista irlandese (IRA
irish repubblican army).
Cosi la morsa democratica e civile del governo britannico strinse ancor più
quell'angustiato popolo, sciolse il suo parlamento semi indipendente e il
controllo di quelle zone passò direttamente nelle mani del governo di Londra.
Furono varate misure straordinariamente repressive e la scusa già allora era
quella della lotta al terrorismo.
Quei "terroristi" che lottano come possono per la loro casa, la loro famiglia,
la loro terra.
Ma quella domenica rimarrà sempre e comunque una strage senza colpevoli, senza
giustizia.
Una strage del popolo irlandese, dei suoi figli umiliati e dei suoi diritti
negati.
E allora per quei tredici martiri, per gli altri irlandesi caduti, per quelli
che ancora lottano oggi, per la lotta di tutti i popoli segregati da un
occupazione...
questo testo è per loro. Noi non dimentichiamo. E come noi molti altri, ma
sempre troppo pochi.
Testo a cura di N.I.S. BP
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Sito a cura di N.I.S. BP ã 2008