ANALISI IDEOLOGICA
Ci si aspetterebbe una lista, una serie di enunciati e di proposte, ma non è così. Forse un giorno lo faremo, per adesso preferiamo un modo originale di dire come la pensiamo.. un’analisi discorsiva di un dialogo politico ottocentesco:
' Nondimeno, se
nasceva una discussione, bastava un anarchico, sia pur l’ultimo e analfabeta, ma
non erano quasi mai analfabeti anche se facevano un mestiere, per tener testa a
un gruppo di socialisti.
“È vero o no” gli dicevano “a che più si combatte insieme e più s’avvicina il
giorno in cui ci sarà un mondo senza classi, senza più sfruttati e senza più
sfruttatori?”.
“Poniamo di si” l’anarchico rispondeva.
“Come poniamo? Il numero fa o non fa la forza?”.
“Il numero fa gregge. Collettive sono le pecore che hanno sempre bisogno di tre
cose: del pastore, del cane e del bastone. L’individuo è libero e arbitro di
tutte le sue azioni”.
“Parli come un capitalista”.
“E vojaltri come dei preti”.
E venivano alle mani.
E nel migliore dei casi; “Con te non si può discutere. Voi anarchici siete dei
Poeti”. '
( Vasco Pratolini )
Abbiamo davanti a noi due spiriti rivoluzionari ("E venivamo alle mani") che portano avanti le loro incomplete idee del mondo. Il socialista dalla sua ha una corretta ed efficace formula per muovere le masse e governare, al contrario l'idea individualista anarchica perde nel concreto in quanto folle utopia, ma il singolo anarchico tiene testa al gruppo di socialisti perché ha qualcosa di più, di ultraumano ("Voi anarchici siete dei Poeti").
Ecco che arriviamo al dunque, ma prima soffermerei l'attenzione sulla frase "Parli come un capitalista" che messa così sembra una forzatura tesa alla provocazione ma contiene una grande verità: l'idea liberal-capitalista ha un evidente fondamento anarcoide (libero mercato, libera iniziativa, nessuna regola, nessun intervento dello stato etc.).. ora avete capito da che parte stiamo, sempre che voi condanniate come noi i concetti anti-sociali contenuti nella precedente parentesi. ("L'anarchia è il primo gradino del potere assoluto." - Napoleone)
Dunque, dicevamo, al socialismo puro manca quel qualcosa di poetico, di sovraumano, di (azzardiamo etimologicamente) religioso, che nella scientifica dottrina di Marx non troviamo e che fungerebbe da motore trainante alla rivoluzione.
Se quest'ultima verrà fatta dalle masse, esse non si possono considerare come atomi indivisibili.. ma come l'insieme dei milioni di cellule (i cittadini) che appartengono ad un pulsante cuore (il nuovo stato). Se non si riesce a raggiungere la volontà del singolo e trasmettere ad esso l'idea di appartenenza ad una comunità di fratelli si va incontro al fallimento; ed a chi tira in ballo il proletariato lanciamo la nostra sfida nel trovarne i veri confini e le specificità.. soprattutto nel mondo odierno.
Ecco che da sé riaffiora un vecchio sogno, per molti un'illusione creata a tavolino dalla borghesia: la Nazione.
Il concetto di Nazione nel senso moderno è considerato ormai superato, ma i contenuti di Identità Culturale riacquistano valore soprattutto in un mondo globalizzato in cui le peculiarità dei popoli vanno sparendo. Sono innumerevoli i casi in cui assistiamo a strenue difese delle identità e delle tradizioni, e questo accade in ogni angolo del mondo.. dimostrazione che il concetto di "comunità di sangue" è insito nelle tradizioni ancestrali dell'uomo, se non innato: è quello che Weber definisce "Volkgeist", uno "spirito di popolo" che spinge da dentro l'uomo alla tensione propria del senso di appartenenza che oggi consideriamo al di là della razza o del luogo di nascita ("Nell'Idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta." - Julius Evola).
Ecco che il solo e piccolo uomo capisce di essere parte di una comunità e di appartenerle, ecco che si batte l'atomismo individualista proprio del liberalismo e che si pone un cappello spirituale all'incompleta base del sistema socialista. Ecco che avviene la rivoluzione, come sintesi dell'antitesi “Identitaria” e di quella “Sociale”, ecco la nostra idea di socialismo nazionale.
A questo punto sarebbe utile vedere cosa direbbe un vero marxista, ad esempio:
“Dal momento in cui si inseriscono nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze materiali. Proprio l'insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Quindi non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza. L'individuo, proprio per le cose dette fino ad ora, deve negare la morale individualista.. negare quella morale predicata dai borghesi, quella dedotta dai comandamenti di Dio oppure da frasi idealiste o semi-idealiste. Bisogna negare tutte queste morali che sono tratte da una concezione extra-umana, al di fuori delle classi perché sono un inganno, una truffa... per fare una rivoluzione devi abolire lo stato di cose presente e per farlo devi considerare le condizioni materiali oggettive senza perder tempo a trovare il sovraumano... il tempo passa e noi rivoluzionari stiamo in un ritardo storico spaventoso!
Pur condividendo buona parte di questa visione, di tutta risposta noi prendiamo in considerazione l'uomo antropologico, e sappiamo che esso ha per natura, dalla notte dei tempi, cercato una spinta ed un perché nel sovrannaturale. Negare all'uomo questo aspetto ascetico vuol dire snaturarlo. La psicologia insegna che gli stessi tipi di pulsioni possono essere indirizzati nel male (devianza) e nel bene (creatività).. se rapportiamo questo concetto alla sociologia politica vediamo che le sovrastrutture borghesi sono deviate, ma quella dell'Identità Nazionale è l'unica vera spinta sociale, seppur sovrastrutturale, che può portare un intero popolo alla rivoluzione. Questo aforisma «Ragione e passione sono timone e vela della nostra anima navigante», di Kahlil Gibran, ci aiuta a spiegare: la tua idea ci fornisce un forte e preciso timone ma, senza una vela che raccolga i venti, il bastimento della rivoluzione non si muoverà mai.
Nucleo Identitario Sociale
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