
COMUNICATI STAMPA
Roma,16/02/2011
Vittoria! Bloccato l'insediamento del campo nomadi.
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(ASCA) - Roma, 16 feb - ''E' da ieri che i militanti del Nucleo Identitario Sociale presidiano Villa Troili al fianco dei cittadini, quasi giorno e notte, per esprimere dissenso ed evitare che ripartano i lavori per l'insediamento della tendopoli''. Cosi' all'ASCA i rappresentanti del Nucleo Identitario Sociale sul ''caso'' Villa Troili che da ieri tiene alta l'attenzione nella Capitale. ''Ci teniamo a precisare - sottolineano - che questa battaglia non ha colore politico, noi e tutta la cittadinanza abbiamo lottato per anni affinche' il vecchio campo nomadi venisse smantellato ed ora non permetteremo che ne venga allestito un altro: sappiamo fin troppo bene quali sarebbero le conseguenze sul quartiere''.Scendendo nello specifico viene posto l'accento sulle caratteristiche della zona interessata dall'allestimento della tendopoli. ''Il nostro - spiegano - e' un territorio che sta risorgendo dal degrado proprio grazie alla dismissione di realta' pesanti come i campi-rom ed il Residence di Bravetta, sarebbe folle interrompere un tale processo virtuoso. Attendiamo quindi fiduciosi che il Sindaco decida di bloccare definitivamente i lavori di installazione della tendopoli, fino a quel momento noi saremo li'''.
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(Asca)
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Roma, 12/02/2011
Siamo schifati per le scritte apparse questa notte in Via della Pisana - lo affermano in una nota i ragazzi del NUCLEO IDENTITARIO SOCIALE - quanto apparso stanotte offende la dignità di tutti noi, è inammissibile fare delle scritte contro dei bambini che sono morti in un modo così tragico. Ci auguriamo - prosegue la nota - che i responsabili si costituiscano alle autorità competenti. Fare una scritta così raccapricciante e ignobile e non avere il coraggio di firmarla è da vili - conclude la nota - ed è un comportamento che non appartiene alla cultura ed alla mentalità di gruppi che conducono le proprie battaglie alla luce del giorno e che non hanno paura di prendersi le responsabilità delle proprie azioni.
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Roma, 15/01/2011
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Roma, 28/ 11/ 2010
Oggi una delegazione del Nucleo Identitario Sociale, comunità militante di Roma Ovest, si è recata all’ambasciata maltese per consegnare in regalo una bottiglia di vino recante l’effige di Carmelo Borg Pisani: irredentista maltese.
L’azione dimostrativa vuole ricordare la figura di Carmelo Borg Pisani che, forte dei suoi ideali fascisti, rinunciò alla cittadinanza inglese e si arruolò volontario nell’Esercito prima e nella Marina italiana poi, per liberare Malta dall’occupazione inglese.
Nel 68° anno dalla morte, con questa provocazione, i militanti del N.I.S. intendono sollecitare l’apposizione di una lapide nel luogo in cui giacciono anonimamente le spoglie dell’eroe, catturato e successivamente impiccato dagli inglesi nel 28 Novembre del 1942.
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Roma, 16-06-2010
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Roma, 21-05-2010
Sabato 29 maggio alle 17:30 presso i nostri locali, in collaborazione con l'associazione culturale 2PUNTO11, avverrà la presentazione del libro CUORE TIFOSO "Un razzo ha distrutto la mia famiglia". Nel corso dell'iniziativa attraverso il racconto della tragedia che colpì la famiglia Paparelli nel derby Roma - Lazio del 1979 si parlerà di come il tifo spesso degeneri in violenza. Parteciperanno alla presentazione l'autore del libro Maurizio MARTUCCI, Gabriele PAPARELLI figlio di Vincenzo Paparelli e il consigliere comunale del Comune di Fiumicino William DE VECCHIS. Modera il consigliere del Municipio Roma XVI Antonio AUMENTA.
Nucleo Identitario Sociale
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Roma, 1-11-2009
PISANA: N.I.S. TERMINA L’OCCUPAZIONE DEL PALASPORT
Matteo M. Gentilucci, portavoce del Nucleo Identitario Sociale, ha reso noto che, in seguito alle continue rassicurazioni del Campidoglio, dopo tre giorni di occupazione pacifica, si è detto fine alla protesta messa in atto nel palasport di via Selva. “Abbiamo deciso di uscire dalla palestra dopo tre giorni di occupazione e dopo avere, nei limiti del possibile, cercato di bonificare quello che quattro anni di incuria, abbandono e lassismo avevano creato all’interno dell’edificio. Una decisione arrivata in seguito alle rassicurazioni del delegato allo sport Alessandro Cochi, il quale si è dimostrato attento alla problematica “confermando che la nuova amministrazione capitolina, rispetto a quelle precedenti, sarà più attenta e tempestiva nella risoluzione dei problemi. Ringraziamo i numerosi cittadini – ha aggiunto Gentilucci – ed i consiglieri del Pdl, comunali e municipali, che in questi giorni hanno condiviso la nostra battaglia”.
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Roma, 30-10-2009
Palestra occupata dal
Nucleo Identitario Sociale, via G.Selva 106
In seguito alle numerose segnalazioni dei cittadini e della cooperativa
costruttrice, dopo tutti questi anni di abbandono ed immobilismo, non possiamo
più stare fermi con le mani in mano. E’ per questo che della palestra di via G.
Selva adesso ce ne “occupiamo” noi, aprendola a chi avrebbe dovuto usufruirne
già da tempo: i Cittadini.
La bella struttura polifunzionale, di notevoli dimensioni, è stata ultimata nel
2005 per essere data in gestione ad associazioni sportive, previa partecipazione
al bando comunale, allo scopo di un utilizzo pubblico della stessa; al contrario
la palestra è da più di 4 anni in uno stato di completa incuria e degrado,
nonché alla mercé di reiterati atti di vandalismo e furti di attrezzatura
termo-idraulica, sanitaria ed elettrica.
In un quartiere come quello di Bravetta – Pisana, che soffre della penuria di
spazi per i giovani, è inammissibile che un tale edificio sia nel totale
abbandono; il nostro intervento ha la finalità di evidenziarne, aprendolo al
pubblico, le potenziali virtù: una palestra trasmette alla collettività ed alla
gioventù i sani valori dello sport, è un luogo di incontro ed aggregazione e può
diventare un punto di riferimento per tutti.
Nucleo Identitario Sociale
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Roma, 8-9-2009
Scritte ingiuriose contro Alemanno al Forte Bravetta.
Via di
Bravetta, nel giorno già noto per la resa senza condizioni dell’8 Settembre
del ’43, ha aperto gli occhi su un muro imbrattato da scritte che
contribuiscono al ricordo dei periodi cupi del nostro paese e della nostra
città.- è quanto afferma Ciro AUMENTA presidente del circolo PDL Bravetta
Pisana - La cinta esterna del Forte Bravetta è stata nottetempo ricoperta
con vernice rossa di frasi contro il sindaco Alemanno, molte delle quali
irripetibili, e dai soliti ed anacronistici slogan antifascisti per giunta
firmati, oltre che con la classica falce e martello, anche con la stella a
cinque punte e la dicitura “antifascismo militante”.
Questa – prosegue Matteo M. GENTILUCCI portavoce del Nucleo Identitario
Sociale- è l’ennesima dimostrazione del fatto che un certo tipo di
militanza politica ha tutta l’intenzione di tenere accese, se non
alimentare, le solite ostilità e divisioni tipiche nella logica degli
opposti estremismi che, un tempo, portava linfa vitale al loro schieramento
ma che ora li isola nel loro retrogrado odio. Per questo esprimiamo la
nostra solidarietà al sindaco e condanniamo le azioni di chi non rispetta
l’espressione della volontà dei cittadini di Roma, anche a nome degli
abitanti di Bravetta.
Ciro Aumenta,
presidente circolo territoriale Pdl BRAVETTA-PISANA
Matteo M. Gentilucci, portavoce del Nucleo Identitario Sociale
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Roma, 13-5-2009
Gentilucci (NIS- AG Bravetta Pisana) deprecabile l'istigazione all'odio da parte di un rappresentante d'istituto del liceo Montale
“ Siamo stupiti nel venire a conoscenza di un volantino distribuito nel Liceo Montale di Via Bravetta da uno dei rappresentanti d’istituto, militante di Rifondazione, che insiste sul tema dell’antifascismo con anacronistici toni di allarme e di incitazione. “ - è quanto dichiara Matteo M. Gentilucci, portavoce del ‘Nucleo Identitario Sociale’ - circolo AG–Bravetta Pisana, che aggiunge - “ Il ragazzo ha ricevuto delle vigliacche minacce qualche giorno fa, e per questo gli esprimiamo la nostra solidarietà, ma l’episodio non deve suscitare umorali reazioni che istighino alla violenza e, soprattutto, esso può essere la dimostrazione del fatto che certe prese di posizione, seppur ben intenzionate da un distorto senso civico, hanno come unica conseguenza un clima di aggressività. ”“ Ci rammarica quindi ” - prosegue il portavoce del NIS - “ il pessimo senso di responsabilità mostrato dal rappresentante degli studenti nel liceo del nostro quartiere nel trasmettere, ancora nel 2009, gli stessi messaggi che hanno contribuito, in un periodo fortunatamente ormai lontano della nostra storia, alle logiche degli opposti estremismi ed al conseguente turbine di violenza ed omicidi. ” “ E’ per questo che il nostro Nucleo si schiera apertamente contro l’antifascismo militante: Noi pensiamo che la politica ed i collettivi studenteschi dovrebbero trasmettere tematiche “per” e non “contro” qualcosa; Noi ci chiediamo perché chi si dichiara comunista non porti avanti le tematiche ideologiche e sociali proprie di Marx invece di usare queste tattiche demagogiche ormai superate; Noi ” - conclude Gentilucci - “ siamo convinti che i giovani, per avere forza nel nostro paese, debbano prendere coscienza di essere una classe sociale e schierarsi uniti, superando/comprendendo le diverse visioni del mondo ed ignorando queste voci di divisione e contrapposizione. “
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Roma, 7-3-2009
Nel comunicato
stampa del 5 marzo è stato commesso un imperdonabile errore.
Abbiamo dimenticato di ringraziare il comune per l'importante sostegno che ha
dato alla nostra iniziativa dell' 8 marzo.
Grazie grazie grazie!
Grazie per aver cercato di impedirci di attaccare i manifesti perchè hanno sopra
il nome di Marchi e Aumenta.
E grazie per averci imposto di cancellare i banchetti di domenica.
Tengono davvero tanto a noi e non ci vogliono far affaticare.
Siccome noi siamo giovani e militanti, la fatica non sappiamo cosa sia, quindi
abbiamo cancellato per 200 volte i nomi incriminati (infatti è davvero orribile
firmare dei manifesti contro la violenza sulle donne) e poi siamo andati ad
attaccarli, anzi non ci siamo fermati al nostro municipio ci siamo allargati
anche nel XVIII nel XV e nel I, così per non farci mancare nulla.
Davvero non riusciamo a capire le motivazioni di questo niet, visto che i
manifesti non promuovevano una iniziativa ma lanciavano un messaggio. Di
conseguenza non andavano a contrastare con i manifesti del comune che
promuovevano l'incontro al teatro Brancaccio.
Secondo punto i banchetti per la distribuzione delle mimose. I banchetti
dovevano essere posti davanti ad alcune chiese del XVI municipio in modo di
accogliere i fedeli che uscivano dalla messa. Anche in questo caso nonostante
l'evento fosse in contemporanea con quello del Brancaccio, di certo non gli
andava a togliere pubblico. Per il semplice motivo che le persone che stavano in
Chiesa avevano fatto a priori una scelta. Anzi noi con il nostro operato
andavamo a raggiungere tutte quelle persone che per scelta o per non conoscenza
non erano andate al teatro.
Altro punto: il nostro municipio è governato da una coalizione targata PD,
quindi a maggior ragione una iniziativa marchiata PDL e A.G. poteva aiutarci a
rafforzare la nostra immagine e a farci conoscere.
Ultimo punto. La manifestazione al teatro non ha un cappello politico, perché
sponsorizzato dal comune. La nostra invece era marchiata PDL, quindi anche in
questo caso erano iniziative diverse e non contrastanti.
Noi Azione Giovani BRAVETTA PISANA siamo profondamente rammaricati per
l'occasione persa e ci auguriamo per il futuro che non accadano più episodi del
genere, anche perché noi tiriamo dritto per la nostra strada, con o senza il
sostegno degli altri.
Azione Giovani BRAVETTA PISANA
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Roma, 5-3-2009
Azione Giovani BRAVETTA PISANA lancia una campagna contro la violenza sulle donne.
“Con l’occasione della festa della
donna, abbiamo deciso di lanciare all’interno del municipio XVI una campagna per
sensibilizzare gli uomini sul tema della violenza femminile – è quanto afferma
Matteo GENTILUCCI a nome di A.G. Bravetta Pisana – come slogan è stata scelta la
frase: “Se vuoi picchiare qualcuno… Picchia te stesso!!!” e il messaggio è stato
tradotto anche in rumeno, inglese e francese al fine di poter arrivare a un
maggior numero di persone; per questo ringraziamo coloro che ci hanno aiutato
con la traduzione”.
“Inoltre, a sostegno dell’iniziativa, saremo presenti domenica 8 marzo con dei
banchetti davanti alle Chiese: San Bruno alla Pisana, S.S. Crocifisso e Natività
di Maria, del Municipio XVI – prosegue la nota - a distribuire ramoscelli di
mimosa alle signore insieme all’ Assessore alla Mobilità Sergio MARCHI e al
Presidente della Commissione Trasparenza Antonio AUMENTA, che si è fatto
promotore nel Municipio XVI della proposta di finanziamento di corsi preparatori
all’autodifesa per le cittadine ed i cittadini”.
“Anche il nostro sito web: www.agbravettapisana.org, fino a domenica 8 marzo,
sarà on-line con una veste grafica creata per l’occasione – conclude GENTILUCCI
- è un segno d’omaggio verso le donne che troppo spesso vengono offese da atti
infamanti”.
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Roma, 17-02-2009
Gentilucci (Azione Giovani BRAVETTA - PISANA) Il Liceo Montale di Roma giustifica le foibe.
“Siamo sconcertati per ciò che è accaduto ieri nel convegno tenutosi al Liceo Montale di Roma. Durante l’evento, che come tema aveva la tragedia delle Foibe, lo storico invitato a parlare ed un docente dell’istituto hanno sostenuto tesi giustificatorie nei confronti degli ormai noti eccidi attuati dai partigiani Titini nell’Italia dell’est al termine della guerra”. -Lo rende noto Matteo Gentilucci responsabile di Azione Giovani Bravetta Pisana -“Secondo i due relatori le carneficine messe in atto dagli iugoslavi non andrebbero viste in un ottica nazionale ma come semplici azioni nel nome dell’antifascismo - prosegue la nota - e perciò in parte giustificate”.
“Le persone presenti al convegno, assistendo alla conferenza, sono rimaste esterrefatte da come sia stato completamente ignorato il fatto che tali stragi erano pianificate ed eseguite come vere e proprie pulizie etniche, e di quanto ancora i professori militanti cerchino di oscurare pagine di storia ormai completamente svelate”.
“ Verrebbe da chiedersi – conclude Gentilucci - se Norma Cossetto, studentessa di 23 anni, seviziata per giorni e poi gettata nella foiba di Villa Surani sarebbe d’accordo con le tesi de i due “illustri” docenti”.
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10 Febbraio: Giornata del ricordo delle foibe
Come chiudere gli occhi davanti ad un eccidio di massa, ad una
pulizia etnica, alla morte di connazionali non aventi altra colpa che quella
di essere Italiani?
Molti mi rispondono che rispetto ai cinque milioni di ebrei sterminati dai
nazisti, qualche migliaio di italiani sono poca roba… a loro ed alle loro
ignobili anime replico che la tragedia non si misura su di una bilancia il
quale ago pende a seconda del peso (del numero) dei corpi esanimi che essa
si lascia dietro, ma sull’efferatezza di un crimine che un uomo o
un’ideologia hanno la risolutezza di compiere.
L’infame intento.
Josip Broz, meglio conosciuto come il maresciallo Tito, segretario
del partito comunista Jugoslavo e poi fondatore dello stato socialista, alla
fine della seconda guerra mondiale condusse le sue truppe partigiane in una
violenta occupazione dei territori del nostro confine orientale: Trieste,
Fiume, la Dalmazia e tutta l’Istria, territori italiani fin dal tempo delle
province romane, erano in mano alle imperversanti truppe slavo-comuniste.
L’intento di Tito era eliminare gli italiani per balcanizzare il territorio
e “bonificare” l’Istria, Fiume e la Dalmazia dalla presenza millenaria del
ceppo latino-veneto.
Le foibe.
Il termine foiba è una corruzione dialettale del latino “fovea” che
significa fossa; le foibe, infatti, sono voragini rocciose create
dall’erosione di corsi d’acqua nell’altopiano del Carso. Esse furono
utilizzate per infoibare (“spingere nella foiba”) migliaia di istriani e
triestini, soprattutto italiani (fascisti e non) ma anche slavi
anticomunisti, addirittura alcuni membri del CLN, colpevoli di opporsi
all’espansionismo comunista slavo di Tito, che doveva dimostrare agli altri
stati seguaci della corrente sovietica di essere in grado di controllare,
sotto la propria egida, diversi tipi di etnie.
Strategie di un abominio.
Le vittime dei titini venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei
pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già
inflitti, bloccavano i polsi e i piedi tramite filo di ferro ad ogni singola
persona con l’ausilio di pinze e, successivamente, legavano gli uni agli
altri sempre tramite il fil di ferro. I massacratori, per risparmiare
munizioni, sparavano soltanto al primo malcapitato del gruppo che,
ruzzolando rovinosamente nella foiba, trascinava con sé gli altri; essi
morivano di stenti, il freddo e l’inedia non lasciavano superstiti. Sollazzo
delle truppe slave era, sovente, gettare nelle foibe, dopo l’esecuzione, un
famelico cane nero che rendesse, se possibile, ancora peggiori le ultime ore
di vita dei condannati.
Gli aguzzini agirono su direttive dell'OZNA, la famigerata polizia segreta
del regime titino, i cui agenti calarono a Trieste con le liste di
proscrizione e si servirono di manovalanza locale. Nell'invasione jugoslava
dell’Istria, e di ciò che ne seguì, i comunisti locali hanno responsabilità
gravissime. In quei giorni le loro squadre con la stella rossa giravano per
la città a pestare e ad arrestare. Loro elementi formavano il nerbo della
"difesa popolare". Quei tragici avvenimenti furono infatti il frutto di un
disegno politico preventivamente preparato e cinicamente eseguito.
Un inevitabile paragone.
Nella memoria collettiva e nella storiografia ufficiale l’Olocausto
è giustamente presente, e non potrebbe essere altrimenti. Trova spazio in
tutti i libri di testo, nella cinematografia mondiale sia filmica che
documentaristica e viene ricordato costantemente, rasentando l’eccesso, dai
mezzi di informazione. Ogni studente italiano conosce bene quegli orrori.
La tragedia istriana giuliano dalmata, al contrario, è stata per decenni
omessa, oltre che da tutto il susseguirsi di governi (tranne l’ultimo di
centro-destra che ha il merito di aver istituito la Giornata del Ricordo),
da tutti i testi scolastici ed è solo in seguito al dibattito sulla
faziosità dei libri di testo, che in alcune edizioni viene riportata qualche
informazione a riguardo, anche se spesso, purtroppo, ancora in forma
superficiale e didascalica.
La condanna politica e morale di tutti gli stati nei confronti
dell’antisemitismo è unanime, e, in forma autocritica, anche molti esponenti
dei governi tedeschi sono sempre stati in prima linea nell’esecrare quegli
accadimenti. Diversamente, in merito al genocidio titino, non c’è mai stata
alcuna presa di posizione ufficiale di condanna da parte dei governi
balcanici: la Jugoslavia prima, la Croazia e la Slovenia poi, oltre a non
aver mai espresso le loro “scuse ufficiali” ai familiari delle vittime, non
hanno collaborato ad aprire, agli storici di tutto il mondo, i loro archivi
di stato (basti pensare alla
reazione del presidente croato Mesic al discorso di Giorgio Napolitano
in occasione della celebrazione del “Giorno del ricordo” del 10 Febbraio
2007). Anche sul piano giudiziario, le procedure ed i risultati sono da
sempre stati diversi: sebbene alcuni siano riusciti ad eludere la giustizia
internazionale, molti gerarchi nazisti sono stati processati a Norimberga.
Nessun criminale titino ha invece scontato un solo giorno di carcere, a
cominciare proprio dal loro leader, inspiegabilmente a lungo stimato e
“riverito” da molti capi di stato.
Matteo M. Gentilucci, Azione Giovani BRAVETTA - PISANA
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Roma, 10/01/09
Gentilucci (Azione Giovani BRAVETTA-PISANA): solidarietà ai ragazzi di Gioventù Italiana
“Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ad i ragazzi di Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra, per la vicenda accaduta Sabato 10 Gennaio a Pisa in occasione della manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua” – è quanto afferma Matteo Gentilucci a nome di Azione Giovani Bravetta Pisana -. “Alle ore 12 la piazza a loro regolarmente destinata con almeno 20 giorni di preavviso era occupata da gruppi facenti parte ai centri sociali dell’estrema sinistra che, senza una manifestazione autorizzata – prosegue la nota - hanno iniziato un volantinaggio dove si sosteneva il doveroso annientamento di forze politiche come quella di GI”. “Gioventù Italiana si è vista a quel punto negata la possibilità, da loro richiesta per evitare problemi all’ordine pubblico, di spostare la manifestazione in un’altra piazza della città toscana. Il rifiuto è arrivato loro dalle autorità che, nel luogo di concentramento dei militanti di destra ” - continua Gentilucci –“ hanno risposto con i manganelli alle pacifiche insistenze dei ragazzi e delle ragazze, colpevoli di voler esercitare il loro diritto di manifestare. Intanto una ventina di militanti dell’estrema sinistra hanno aggredito tre partecipanti della mancata manifestazione, uno dei delinquenti dei centri sociali viene fermato dalla Polizia che ha visto tutto , ma viene rilasciato immediatamente”. “E’ inconcepibile che chi utilizza la violenza e viola la legge venga tollerato” - conclude Gentilucci - “mentre a chi segue le regole venga tolto il diritto a manifestare. E’ inaccettabile che chi dovrebbe tutelare la libertà di opinione sia complice di una palese opera di antidemocratica censura”.
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Roma, 9/11/08
Azione Giovani BRAVETTA PISANA pulisce Pisana Colle Massimo LEGGI l'articolo di LIBERO
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Roma, 30/10/08
Gentilucci (Azione Giovani BP) sugli scontri a Piazza Navona: “I ragazzi di destra si sono solo difesi dagli attacchi”
“Esprimiamo la nostra solidarietà ai ragazzi di destra coinvolti negli scontri a piazza Navona – è quanto afferma Matteo M. Gentilucci a nome di Azione Giovani BRAVETTA-PISANA – stavano manifestando pacificamente in piazza al fianco di tutti gli altri giovani, anche quelli di sinistra, quando hanno subìto un’aggressione da parte di numerosi componenti dei centri sociali che nell’intento di monopolizzare l’identità del corteo tentavano di cacciarli con lanci di oggetti e cariche”. “Essendosi trovati bloccati tra la polizia e gli aggressori – prosegue Gentilucci - i ragazzi di Blocco Studentesco e di Lotta Studentesca hanno perpetrato una legittima difesa del loro diritto di manifestare democraticamente, insieme agli altri studenti romani, al coro di "nè rossi nè neri ma liberi pensieri!".
Invece di apprezzare il clima di distensione ideologica creatosi tra i giovani in questi giorni, - conclude Gentilucci- gli assalitori hanno dimostrato qual è la vera natura dell’antifascismo militante, violento, acritico e fondato su pregiudizi, che ha contraddistinto da sempre la sinistra radicale e che sembra voler a tutti i costi ripetere le contrapposizioni e le divisioni giovanili che hanno brutalmente e tragicamente caratterizzato gli anni di piombo."
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ROMA, 16-10-2008
"Azione Giovani BRAVETTA - PISANA è un gruppo sempre attento a quelli che sono i problemi del territorio, per questo insieme al consigliere del municipio XVI Antonio Aumenta, abbiamo deciso di pulire le strade di Bravetta e Pisana - ad affermarlo è Matteo M. Gentilucci presidente di Azione Giovani BP - l’iniziativa è stata suddivisa in più date - prosegue Gentilucci - in modo da avere una presenza capillare sul territorio".
"Il primo appuntamento è fissato per domenica 19 ottobre oer 10 a Via Giannantonio Selva 106 e successivamente seguiranno altre zone".
"Questa serie di appuntamenti oltre a denunciare le enefficienze croniche dell' Ama - conclude Gentilucci - serve a sensibilizzare i cittadini che per primi devono avere il rispetto dell'ambiente".
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Sito a cura di GI BPã 2008