Ordinaria Rivoluzione
Certo, a tutti piacciono i gesti plateali, i grandi scatti eroici che amiamo spesso ricordare e raccontare ai nostri camerati come grandi esempi da seguire.
Ma c’è un eroismo più radicale e completo; che spesso non viene ripagato nemmeno con la gloria e la fama tra i posteri; per fomentare il quale non basta una scarica di adrenalina o il grido di battaglia; che non si può ottenere con il “chiudo gli occhi e mi butto” o col “o la va o la spacca”.
Per quanto fra i casi fin qui elencati ci siano buoni esempi di lodevole sprezzo del pericolo, l’eroismo di cui parliamo è quello che C.Z.Codreanu definiva come il più grande: la tenuta nel tempo.
Cosa necessita più coraggio di una vita intera dedicata in ogni sua piccola parte e aspetto all’affermazione dell’Idea, all’incarnare i valori, alla virtù? Cosa c’è di più eroico di un dono continuo e assoluto di sé stesso?
Rendendo sempre più eroico ogni aspetto dell’esistenza non facciamo altro che un incessante sforzo nel combattere la grande guerra santa contro i nostri “nemici interni”, tra i quali non ultimi sono ira, egoismi e paure. Non c’è nessun altro presupposto possibile alla piccola guerra santa contro i nemici esterni, contro tutte le manifestazioni dell’inesorabile decadenza che caratterizza il mondo moderno, come materialismo e relativismo. E’ J.Evola a indicarci che prima di pensare ad azioni esteriori, magari dettate solo da momentanei entusiasmi e senza radici profonde, si dovrebbe pensare alla formazione di sé, contro tutto ciò che è informe, sfuggente o borghese.
Questa “rivoluzione dei cuori” appare, agli occhi di chi sa riconoscerlo, molto più autentica e concreta di qualsiasi tesi ideologica, golpistica o utopistica; una stirpe di uomini nuovi è l’obiettivo che prescinde qualsiasi efficace ma effimero programma di governo.
Tirando le somme del ragionamento ecco delinearsi il senso di “Ordinaria Rivoluzione”. Una vita come milizia sulla terra in cui ogni singola azione, qualsiasi essa sia, per come è fatta e per il riferimento profondo che assume, è di per sé Rivoluzione; una tensione continua verso l’alto, verso il miglioramento e la virtù. Quotidiana, di ogni istante, quindi ordinaria, ma nel senso anche di “portatrice di ordine”. Non quell’ordine civile dal sapore autoritariamente borghese, ma kòsmos come simbolo di affermazione fisica degli ideali e di riferimento per riconoscere il punto meta-storico a cui “rivolvere”, ritornare: quello dei valori eterni ed immutabili della Tradizione.
Ecco cosa vogliamo essere, e perché. Non c’è scelta più ribelle, non c’è rivolta più radicale, non c’è percorso più autentico che uomini e donne possano fare per riscoprire e riconoscere la propria essenza ed il proprio compito.
“La rivolta dello spirito, a questo alludo quando dico che bisogna fare la rivoluzione. E bisogna cominciarla subito.” Ernst von Salomon
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