Roma NON è gay

 

Chi ha una Visione del Mondo simile alla nostra sa che nella parola “Roma”,soprattutto in ciò che ha rappresentato storicamente e culturalmente, è possibile trovare dei notevoli significati. Tra questi riconosciamo senza dubbi quello di comprendere come stile la “virilità”, intesa nel suo senso etimologico.

Non vogliamo entrare nel merito della questione dell’omosessualità come tendenza o preferenza sessuale, pensiamo però che un uomo ed una donna dovrebbero mostrare ed esaltare rispettivamente la propria mascolinità e femminilità come caratteristica di bellezza e di giusta diversità, e non scimmiottare le movenze dell’altro genere; è una questione di onestà verso la propria natura, già in parte messa in discussione se si desidera un individuo dello stesso sesso.

Detto questo non possiamo far altro che considerare incoerente l’idea stessa di una festa dell’”orgoglio gay” da parte di chi rivendica l’uguaglianza tra etero e omo: fare una manifestazione di orgoglio significa porsi in un grado differenziato rispetto al resto del mondo, e ammettere quindi la propria diversità.

Se poi consideriamo le modalità in cui viene svolto tale evento, non possiamo che rabbrividire al solo pensiero che quello mostrato sia il modello, o lo stile di comportamento, che dovrebbero seguire i gay.
Ci sono degli omosessuali che non si arrendono o adeguano allo stereotipo della “checca”, che appartengono a quella che Curzio Malaparte definì "un'omosessualità caratterizzata dal fascino verso la forza, la virilità, verso il maschio che ha vinto”. Sono soprattutto loro che dovrebbero alzare la voce contro lo spettacolo indegno che sfilerà per le vie della Capitale.

E’ da quest’ultima, dall’Urbe, che questo discorso è partito e con Essa lo concludiamo.
Volete rendere ridicola la categoria sessuale alla quale appartenete? Va bene. Volete mostrare un indecente spettacolo di promiscuità e mescolanza di generi? Fate pure. Volete chiedere l’uguaglianza mostrando ed esasperando la vostra diversità? Contenti voi...
Ma non vi permettete di utilizzare a vostro piacimento la parola Roma, perché Essa non è solo un’insieme di case e vie, o di persone che vivono in un determinato territorio. La Città Eterna è qualcosa di più, di alto ed inafferrabile, di profondo ed antico, di grande e maestoso. Accostare l’aggettivo “gay” al suo nome, nonché ai suoi abitanti se è questo che si voleva intendere, soprattutto per i motivi che dicevamo all'inizio, è un’arrogazione inaccettabile.

 

a cura del Nucleo Identitario Sociale

 

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