
SERGIO RAMELLI

La morte di Sergio non è un avvenimento
iniziato e finito il 29 aprile del 1975. Il suo destino era segnato dai primi giorni
di Gennaio. In quei giorni il professore di lettere assegnò un tema di
attualità. Sergio scrisse delle brigate rosse e di come queste fossero un
pericolo per la democrazia.
Il ragazzo che aveva il compito di raccogliere e portare i temi al professore fu
bloccato nei corridoi della scuola e gli furono sottratti i temi. Qualche ora
dopo il tema di Sergio riapparse in bacheca con vistose sottolineature rosse e la
scritta: “Ecco il tema di un fascista”.
Da quel giorno subì continue minacce fuori e dentro la scuola finché il clima si
fece talmente pesante che raccontò ai genitori quello che gli stava accadendo e
così gli fecero cambiare scuola.
Andò con il padre per sbrigare le pratiche burocratiche necessarie per cambiare
scuola, nei corridoi furono aggrediti e Sergio colpito svenne; padre e figlio
furono scortati fuori da scuola dai professori che subirono anch'essi violente
percosse.
Il 13 marzo Sergio ritorna a casa da scuola, questa volta non farà in tempo a
parcheggiare il suo motorino perché ad attenderlo ci sono dieci studenti di
medicina che, con delle chiavi inglesi (una Hazet 36 sarà quella fatale),
incominciano a colpirlo più volte sul corpo e in testa, finché al sangue non si mischia materia cerebrale.
Gli assalitori si dileguano e lasciano Sergio in un lago di sangue; portato in
ospedale, vi rimarrà fino al 29 aprile del 75.
Gli assassini furono arrestati e processati.
I due esecutori materiali Costa e Ferrari Bravo furono condannati a dieci anni e
quattro mesi e dieci anni e dieci mesi. I complici Colosio, Belpiede, Castelli,
Colombelli, Montinari e Scazza furono condannati con pene tra i 7 e i 6 anni.
Testo a cura di N.I.S. BP
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